--> Home > Rassegna poeti - ALDO PALAZZESCHI  
 
 




ALDO PALAZZESCHI

Si tratta di una delle personalità più originali della nostra letteratura novecentesca, specialmente per quanto riguarda la produzione poetica e narrativa degli esordi, che segna il momento più vivace di rinnovamento della cultura letteraria all'inizio del secolo.
Palazzeschi ha tenuto a dire che la sua opera è frutto di "follia".
E' diventato famoso per i suoi romanzi e racconti degli anni tra le due guerre, STAMPE DELL'800, SORELLE MATERASSI, IL PALIO DEI BUFFI, che sono indubbiamente tra le cose di maggior pregio di questo secolo, ma è indubbio che il nucleo più attivo della sua originalità è da ricercare nella poesia delle origini e in quel romanzo di grande rilievo sperimentale che è IL CODICE PERELA', del 1911.

Aldo Giurlani (la pazzia di cui si diceva è anche nel nome Palazzeschi che egli volle darsi come scrittore: il suo amico Moretti, per imitazione, si diede il nome di Pazzo Pazzi) nacque a Firenze nel 1885 da una famiglia della buona borghesia e il padre, chge era commerciante, lo indirizzò agli studi commerciali, facendogli prendere il diploma di ragioniere.
Ma il biondo Aldino aveva la vocazione del teatro e si iscrisse alla Regia scuola di recitazione diretta dal Rasi, la stessa a cui si era iscritto contemporaneamente Marino Moretti, che gli diventò subito molto amico. Molto presto le inquietudini dell'attore presero la strada della poesia, senza peraltro passare attraverso una cultura letteraria di qualche rilievo, così che risulta davvero più frutto dell'istinto che dell'educazione quel suo mettersi a fare versi tutti ritmati a tre sillabe per tre, in strane filastrocche dal ritmo sempre uguale, che assomigliano così poco ad ogni forma di poesia corrente.

Nel 1905 pubblicò I CAVALLI BIANCHI, due anni dopo LANTERNA e nel 1909 POEMI, sempre a sue spese e avendo come editore un certo Cesare Blanc che in realtà era il suo gatto!
Nel 1909 c'è l'adesione al futurismo di Marinetti e nel 1910 esce L'INCENDIARIO, titolo significativo in questo clima di ribellismo avanguardistico.
Intanto ha inizio la produzione del CODICE DI PERELA' uno strano romanzo allegorico il cui protagonista è un uomo di fumo che vuole compiere un'opera di salvazione degli uomini attraverso un messaggio di follia che rovescia tutta la razionalità della vita associata e per questo viene condannato; ad esso fanno seguito ALLEGORIA DI NOVEMBRE e LA PIRAMIDE. Nel 1914, anno conclusivo della produzione poetica giovanile, Palazzeschi si dissocia dal futurismo, soprattutto per ragioni ideologiche essendo nettamente contrario alla guerra e all'intervento. Alla guerra partecipa come soldato del genio, ma senza andare in trincea, e da quell'esperienza ricaverà le pagine di DUE IMPERI ... MANCANTI (1920).
Palazzrschi ritrova, a ottant'anni, una sua nuova felicissima stagione, con i romanzi IL DOGE (1967), STEFANINO (1969), STORIA DI UN'AMICIZIA (1971), con le raccolte poetiche CUOR MIO (1968) e VIA DELLE CENTO STELLE (1972), che riportano all'atmosfera della lirica giovanile, come succedeva negli stessi anni al fraterno amico Moretti.

Aldo Palazzaeschi si spense a Roma nel 1974.

POESIE

La passeggiata, da Poesie

- Andiamo?
- Andiamo pure.
All'arte del ricamo,
fabbrica passamanerie,

ordinazioni, forniture.
Sorelle Purtarè.
Alla città di Parigi.
Modes, nouveautè.
Benedetto Paradiso
successore di Michele Salvato,
gabinetto fondato nell'anno 1843.
avviso importante alle signore !
La beltà del viso,
seno d'avorio,
pelle di velluto.
Grandi tumulti a Montecitorio.
Il presidente pronunciò fiere parole.
tumulto a sinistra, tumulto a destra.
Il gran Sultano di Turchia ti aspetta.
La pasticca di Re Sole.
Si getta dalla finestra per amore.
Insuperabile sapone alla violetta.
Orologeria di precisione.
93
Lotteria del milione.
Antica trattoria "La pace",
con giardino,
fiaschetteria,
mescita di vino.
Loffredo e Rondinella
primaria casa di stoffe,
panni, lane e flanella.
Oggetti d'arte,
quadri, antichità,
26
26 A.
Corso Napoleone Bonaparte.
Cartoleria del progresso.
Si cercano abili lavoranti sarte.
Anemia !
Fallimento!
Grande liquidazione!
Ribassi del 90 %
Libero ingresso.
Hotel Risorgimento
e d'Ungheria.
Lastrucci e Garfagnoni,
impianti moderni di riscaldamento:
caloriferi, termosifoni.
Via Fratelli Bandiera
già via del Crocefisso.
Saldo
fine stagione,
prezzo fisso.
Occasione, occasione!
Diodato Postiglione
scatole per tutti gli usi di cartone.
Inaudita crudeltà!
Cioccolato Talmone.
Il più ricercato biscotto.
Duretto e Tenerini
via della Carità.
2.17.40.25.88.
Cinematografo Splendor.
(....................)
- Torniamo indietro?
- Torniamo pure.

da L'Incendiario - 1910

Anch'io sai, sono un incendiario
un povero incendiario che non può bruciare
e sono come te in prigione.
Sono un poeta che ti rende omaggio,
da povero incendiario mancato,
incendiario da poesia.
Ogni verso che scrivo è un incendio.

Chi sono?                 
Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
<<follia>>.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
<<malinconia>>.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
<<nostalgia>>.
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

Lasciatemi divertire

Tri tri tri,
fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu ihu.

Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente.
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

Cucù rurù,
rurù cucù,
cuccuccurucù!

Cosa sono queste indecenze?
Queste strofe bisbetiche?
Licenze, licenze,
licenze poetiche.
Sono la mia passione.

Farafarafarafa,
tarataratarata,
Paraparaparapa,
Laralaralarala!


Sapete cosa sono?
Sono robe avanzate,
non sono grullerie,
sono la ... spazzatura
delle altre poesie.

Bubububu
fufufufu
Friù!
Friù!

Se d’un qualunque nesso
son prive
perchè le scrive
quel fesso?

Bilobilobilobilobilo
blum!
Filofilofilofilofilo
flum!
Bilobù. Filolù.
U.

Non è vero che non voglion dire,
voglion dire qualcosa.
Voglion dire...
come quando uno si mette a cantare
senza saper le parole.
Una cosa molto volgare.
Ebbene, così mi piace di fare.  

Aaaaa!
Eeeee!
Iiii!
Ooooo!
Uuuuu!
A! E! I! O! U!
Ma giovinotto,
diteci un poco una cosa,
non è la vostra una posa,
di voler con così poco
tener alimentato
un sì gran foco?

Huisc... Huiusc...
Huisciu... sciu sciu,
Sciukoku... Koku koku,
Sciu
ko
ku.

Come si deve fare a capire?
Avete delle belle pretese,
sembra ornai che scriviate in giapponese.

Abì, alì, alarì.
Riririri!
Ri.

Lasciate pure che si sbizzarrisca,
anzi, è bene che non lo finisca,
il divertimento gli costerà caro:
gli daranno del somaro.

Labala
falala
falala...
eppoi lala...
e lalala, lalalalala lalala.

Certo è un azzardo un po’ forte
scrivere delle cose così,
che ci son professori, oggidì,
a tutte le porte.

Ahahahahahahah!
Ahahahahahahah!
Ahahahahahahah!

Infine,
io ho pienamente ragione,
i tempi son cambiati,
gli uomini non domandano più nulla
dai poeti:
e lasciatemi divertire!