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Intervistiamo Roberto Cavalli, uno dei pochi nomi che danno lustro alla cultura italiana nel mondo.

1. Come nasce la sua passione come stilista?
Vengo da una famiglia di artisti…Mio nonno, Giuseppe Rossi, fu un illustre macchiaiolo fiorentino le cui opere sono esposte alla galleria degli Uffizi. Da lui ho ereditato la passione per i colori, le fantasie, la creatività.
Dopo avere frequentato l'Accademia d'Arte ho intrapreso questa strada quasi per gioco, sperimentando con i colori e con i tessuti…ero ancora un ragazzino e non immaginavo che questo impulso creativo mi avrebbe portato così lontano…

2. In che modo la pittura e l'arte in generale hanno condizionato la sua formazione?
Quando ero ancora un bambino mio nonno mi lasciò in eredità una tavolozza di colori con pennelli, un regalo per me preziosissimo, e credo sia stato proprio quello l'inizio della mia passione per l'arte. Più tardi all'Accademia ho potuto conoscere l'arte più da vicino, individuando gli stili che più mi emozionavano e che quindi stimolavano il mio istinto creativo. Tutt'oggi mi considero un artista…con l'unica differenza che le mie creazioni si indossano, non si appendono ad un muro…

3. Quali sono i movimenti artistici che l' hanno influenzata maggiormente? E se dovesse associare le sue creazioni ad un movimento di questi, quale sceglierebbe?
Come le accennavo, per eredità familiare il movimento macchiaiolo ha avuto una forte incidenza sullo sviluppo della mia sensibilità artistica - dovessi associare le mie creazioni ad un movimento forse sceglierei l'impressionismo, non fosse altro che per la ricchezza di colori che caratterizza tali opere…

4. La moda viene spesso considerata una forma di cultura "minore" rispetto all'arte in generale, la poesia, la letteratura, la musica, il cinema, il teatro ecc…come mai a suo giudizio?
Forse perché si cade spesso nell'errore di considerare la Moda come qualcosa di troppo frivolo e superficiale piuttosto che una forma d'arte. Eppure non ha nulla a che invidiare alla altre discipline..In una collezione si miscelano colori, idee, sogni, proiezioni, emozioni…come un film, una musica o un quadro…Se vogliamo esagerare anche un abito da sera ha una sua architettura…

5. E' d'accordo con chi afferma che la Moda è anche poesia?
Sotto certi aspetti potrebbe esserlo…Un bell'abito può essere emozionante come una poesia può esserlo.

6. Quali sono i suoi progetti futuri?
Mi riesce difficile sintetizzarli…
Per ora vorrei solo godermi una po' l'estate insieme ai miei cari, e perché no, raccogliere nuovi stimoli creativi. Una volta tornato al lavoro cercherò di rielaborare quello che ho osservato.

7. Viviamo in un'epoca di squallide feste di beneficenza, aste benefiche, manifestazioni di solidarietà, in cui a prevalere è spesso solo l'ipocrisia. Mai come al giorno d'oggi, sia per chi è credente che per chi non lo è, vale la famosa parabola dell'obolo della vedova o del famoso detto indiano "beneficenza sventagliata ai quattro venti è beneficenza solo a se stessi". Qual è il suo giudizio a riguardo?
Ho sempre considerato la beneficenza come un fatto privato. Volere aiutare chi è meno fortunato è un obbligo morale ma a mio avviso dovrebbe rimanere un gesto personale. Non amo chi sfrutta la sofferenza altrui per farsi pubblicità. Al contempo però non credo che tutti gli eventi organizzati a scopo benefico siano da giudicare: in fondo l'importante è aiutare chi ha bisogno.

8. Come vede il futuro della moda?
La moda può e deve migliorare. Una cosa che ho imparato in questi anni e che considero legge è che non bisogna mai dare per scontati i risultati ottenuti e crogiolarsi nel proprio successo. Le aziende che creano moda devono non solo continuare a proporre beni ad alto livello qualitativo, ma devono tenersi continuamente aggiornate sulle molteplici tendenze e, dove possibile, anticiparle.

9. Qual è il suo rapporto con la poesia? Ha dei poeti preferiti?
La poesia mi piace ma difficilmente mi avvicino ad un libro di poesie leggendolo dall'inizio fino alla fine - preferisco aprirlo a caso su una pagina e cogliere il significato "naive" che le parole riesco trasmettermi in quel momento…per questo in realtà non ho dei poeti preferiti…

10. Come vede la situazione culturale italiana? Come mai secondo lei nel nostro paese si fa così poco per la cultura?
In realtà non credo si faccia così poco - quello che manca però è il rendere la cultura a portata di tutti e non un privilegio di pochi - sono convinto che se i musei italiani non fossero a pagamento ci sarebbe molta più gente che vi si recherebbe, magari gente non particolarmente appassionata ma che potrebbe invece scoprirsi tale - una delle iniziative più belle di quest'anno è stata proprio la notte bianca nelle "2 capitali" d'Italia, Roma e Milano - i musei aperti fino a tarda notte con ingresso gratuito hanno registrato altissimi indici di presenza, il che mi fa credere che questa sia la direzione giusta da percorrere per promuovere la nostra cultura non solo con gli stranieri ma anche e soprattutto tra gli italiani…

11. Pensa che i vari conflitti in cui viviamo quest'oggi in tutto il mondo si possono associare alla celebre frase "l'odio tra i popoli inizia quando i poeti cominciano a tacere"?
Purtroppo penso che l'odio tra i popoli sia qualcosa di ben più radicato. sarebbe ingenuo sperare che con la poesia la situazione internazionale potrebbe tornare in equilibrio… ma se intendiamo in senso lato questa frase, ovvero il silenzio poetico come sinonimo d un'aridità sentimentale, di una perdita di sensibilità verso se stessi e il prossimo..allora sì questa frase risulta attuale più che mai…

Intervista a cura di Giampaolo Abbiezzi