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SPECIALE INTERVISTA

Intervistiamo Paola Roberti, giovane attrice.

Com'è nata la tua passione per il teatro?

La domanda più adatta è: quando hai cominciato a recitare?… Non avrei voluto cominciare dicendo, fin da quando ero bambina….ma lo farò… quando ero piccola giocavo ad essere una principessa oppure Robin Hood o una fatina ecc, ma quello che mi distingueva dai coetanei, era il fatto che i personaggi di cui mi vestivo erano semplicemente personaggi ed io ero l'attrice, Dopo un po' che giocavo mi interrompevo e rifacevo la "scena" se non mi soddisfava, perché cercavo di farla nel miglior modo possibile. Così ogni tanto mi ritrovavo a piangere, perché magari mi immedesimavo troppo nel folletto che non trova più la strada per tornare a casa, oppure ero la bambina che dopo aver sfidato i draghi, piangeva di felicità; entravo ed uscivo dai vari stati d'animo e li plasmavo a seconda dei momenti.
La scuola, la pubertà, i primi amori mi hanno fatto riporre tutto questo nel cassetto, ma sentivo che c'era qualcosa che pulsava dentro di me e che prima o poi sarebbe balzato fuori. Tre anni fa ho conosciuto un regista che mi ha parlato molto del teatro e mi ha consigliato di provare a frequentare una scuola, così, viaaaaaa ….è stato un vortice ed ora più recito e più ho bisogno di carpire il più possibile dagli attori esperti. Io penso che il teatro sia necessario a tutti, anche se non si vuole diventare attori, serve per sfogarsi, per tirare fuori tutto ciò che hai dentro, ma soprattutto per sorprendersi sempre.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Per ogni genere ci sono tanti autori formidabili, mi piace molto Stefano Benni, Beckett, Sara Kane, Pirandello ,naturalmente Shakespeare…..ma mi sento ancora troppo acerba per dire quale preferisco tra tutti.

Al di fuori del contesto storico in cui viveva, l'opera di Shakespeare appare più attuale che mai. Qual'è la tua opinione a riguardo?

Shakespeare è un genio e come tutti i geni è Passato, Presente e Futuro, ciò che descrive nelle sue opere: l'amore, l'odio, la solitudine, la morte, l'invidia, la gelosia sono tutti sentimenti nati con l'uomo, in fondo queste esperienze sono le uniche che l'uomo ha bisogno di saggiare sulla propria pelle, cadendo quasi sempre negli errori dei suoi predecessori. Ritornando alla sua genialità, il suo estro sta proprio nel cogliere queste debolezze sottolineandole ed enfatizzandole in modo sublime e semplice.

Pensi che nuove tecnologie , come ad esempio internet, e il teatro possano andar di pari passo?

Ma certo, non sono due cose contrastanti, il teatro è anziano ma non ottuso……internet dà una mano enorme al teatro essendo un mezzo di divulgazione, Internet significa comunicare e guarda caso questo è anche lo scopo del teatro, l'attore comunica sempre con lo spettatore, c'è uno scambio di emozioni e sensazioni continuo.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sarò breve, voglio continuare il più possibile col teatro perché è aria , ma parallelamente fare un po' di cinema perché è pane.

Intervista a cura di Giampaolo Abbiezzi