-->  Home > Indice interviste > Intervista FABIO PIGOLA  
 
 




1 Intervistiamo Fabio Pigola, giovane poeta esordiente. Come ti sei appassionato alla poesia? 
Non leggendo la pioggia nel pineto, anche se adoro questa poesia, Semplicemente non lo so, è una cosa che mi viene così, da sempre, ho maturato le mie convinzioni sulla poesia…

2.Sarebbe a dire?
La poesia è un concetto bellissimo che tu non sai di riprodurre tanto bene, però tu sei in grado di dire qualcosa in un modo che nessuno ha ancora detto. Ci sono tanti stili di poesia, anche se io non sono un tecnico, e non sono nemmeno Kerouac che andava a mente libera. Ci sono mille poeti ad esempio che parlano del mare, ma tu puoi aggiungere qualcosa…

3.Come Walt Whitman…

Walt
Whitman ha fatto qualcosa che era unico…curava anche gli spazi. Nella poesia devi leggere anche nelle pause. Come ha detto Don Paterson, il poeta che ha letto alcune poesie dei premiati durante la cerimonia del Premio Librex Montale.

4.Quali sono i tuoi poeti preferiti?
Paradossalmente quelli meno famosi. Il mio poeta preferito, che tra l’altro è famoso, al momento è Fernando Rigon, la seconda parte delle “Dimore” è qualcosa che non ho ancora letto in Italia, fuori dai canoni, istrionico, unico. Altri poeti che amo: Montale, ovviamente, Luciano Erba, Luigi Amendola, Nico Naldini, Consonni, Emily Dickinson…e la Soerensen, una norvegese poco conosciuta in Italia. O i “canti onirici” di John Berryman.
Un altro grande poeta è Vasco G. Moura e Salinas.

5.
Tu scrivi solo poesie, o anche prosa e racconti?
Scrivo di tutto.


6. I tuoi scritti hanno un origine particolare nelle loro idee?
Varie ispirazioni, in quanto mi può venire un flash al momento, un fatto che ho vissuto, o nel caso di racconti lunghi un insieme di idee. Qual è il senso della poesia? Raccogliere in poche righe tante idee. Su “I Limoni” di Montale ad esempio si potrebbe scrivere un libro affrontando quello che ha detto in ogni singola riga.

7. Quali sono i tuoi progetti futuri?
Il mio progetto è non fare mai progetti. Se mi prefiggo una cosa ok, ma non piacendomi le cose preconfezionate… Io scrivo per piacere.

8. Hai intenzione di pubblicare qualcosa?
Non per fare il bastian contrario, non vedo che mercificazione dell’arte. Se mai dovessi, vorrei che rimanesse qualcosa di estremamente artigianale. Potrei fare una pubblicazione da riservare agli amici. Fa un po’ a botte col concetto che uno deve pagare per pubblicare…non è un problema pagare, ma è il concetto che non va bene,anche se il trend oggigiorno è questo.

Intervista a cura di Giampaolo Abbiezzi