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Intervistiamo Francesca Lancini, giovane attrice ventunenne di cinema, Tv e teatro, nonché studentessa universitaria e modella. Francesca ha condotto le ultime tre edizioni del Montale, recitando nell'ultima edizione la bellissima poesia di Michael Longley "Cesarfire" ("Cessate il fuoco").

1) Come nasce la tua passione di attrice?

La mia passione per la recitazione nasce dal desiderio di raccontare chi sono attraverso tanti veli, nasce dall'osservazione attenta di tutto ciò che mi circonda e mi arricchisce. Nasce soprattutto da un movimento interiore, quello della creazione di qualcosa che appartiene solo a me. Recitare mi regala il grande privilegio di vivere e morire tante volte, svelando sempre parte della mia crescita interiore.

2) C'è un ruolo che preferiresti interpretare più di altri?

Vorrei interpretare ruoli che escano dagli stereotipi dettati dal mio aspetto fisico, che vadano al di là della brava ragazza con futili problemi sentimentali.
Prediligo le trame complesse, i personaggi che celano sempre qualcosa all'occhio dello spettatore, con una psicologia interessante, i copioni che danno largo margine al genio creativo dell'attore.

3) Cosa pensi della situazione culturale della tua città, Brescia?

Brescia è sicuramente una città ricca di eventi culturali, opere d'arte del calibro di Monet sono state ospitate in città nei mesi scorsi e vastissimo è il patrimonio storico.
Una bella città con una mentalità comunque di provincia.

4) Ami leggere? Hai degli scrittori che prediligi?

Credo che l'attore debba avere una visione del mondo completa e sempre più vasta.
L'arte, la musica, la poesia, contribuiscono ad appagare il mio bisogno estetico e umano, ma ad arricchire anche ogni mio personaggio. Conosco la malinconia perché Shakespeare ha creato l'Amleto e amo la bianca tremante luce solare perché ho negli occhi Monet e Pissarro. Leggo molto e di tutto, dai thriller avvincenti di Deaver e Connely alla dissacrante ironia di Busi.
Mi piacciono i classici pungenti come quelli di Wilde, il candore di Baricco ed Hesse, il genio di Kafka e Garcia Marquez.
I filosofi Fromm e Platone e ovviamente tutto ciò che contempla il teatro di Moliére, Prandello, Shakespeare e Goethe.

5) Hai dei poeti preferiti?

Kahlil Gibran, poeta, scrittore e pittore libanese ha rapito la mia attenzione fin da piccola.
L'umiltà e la purezza di Brodskij, il sublime silenzio di che lascia al lettore Ungaretti, la dolcezza infinita di Neruda. Leggere un sonetto di Shakespeare è come ammirare un quadro di De Nittis, toglie il respiro.

6) Credi che la poesia straniera vada tradotta?

La poesia straniera va assolutamente tradotta, credo che chiunque sia in possesso di un patrimonio letterario abbia il desiderio di condividerlo con il mondo.

7) .. Scrivi anche poesie? E in generale ti piace scrivere?

Scrivo dall'adolescenza: poesie, aforismi, pagine intere. Scrivere è un bisogno primario, la penna spesso scorre slegata dalla razionalità.

8) In Italia si dice ci siano 15 milioni di potenziali poeti. Eppure, stando alle cifre , esclusa Alda Merini nessun poeta nel nostro paese riesce a vendere più di duemila copie di un proprio libro. Come mai a tuo parere?

Non si discute l'alto livello dei poeti contemporanei quanto invece l'educazione alla lettura dei nostri compaesani; i recenti risultati ISTAT confermano che gli italiani sono più un popolo di scrittori che lettori e questo mi lascia molto perplessa.

9) Tu fai anche teatro. Che differenza trovi vi sia tra il teatro, il cinema e la tv?

La tv italiana, in cui spopolano reality show con sceneggiature mal scritte, è davvero poco attraente, tutto è un trionfo di banalità e personalità sporcata dalla brama di successo. Tra il teatro e il cinema c'è un abisso. Il teatro crea la magia intorno a me, da spettatrice avverto l'energia che riempie lo spazio; da artista la recitazione è più marcata così come ogni gesto e movimento.
Il teatro è improvvisazione pura. Il cinema crea la magia dentro di me, il cinema è verità, racconta la vita e fa sognare ognuno di noi.

10) Pensi che moda e cultura possano andare d'accordo?

Moda e cultura trovano accordo nella forza della creatività da cui nascono, entrambe descrivono aspetti della vita di cui siamo protagonisti e ci raccontano la storia del mondo.

11) Quali sono i tuoi progetti futuri?

Nei miei progetti futuri c'è il cinema e il teatro, la possibilità di migliorare il mio talento lavorando e studiando con persone professionalmente e umanamente ricche; Oltre a scovare la felicità dietro ogni angolo.

Intervista a cura di Joe Verni