|
|
 |
 |
Intervistiamo Pietro Biancardi, Responsabile
della Comunicazione delle Edizioni Iperborea.
1. Come e perché nascono le Edizioni Iperborea?
Le Edizioni Iperborea nascono ufficialmente nel 1987 per opera della
sua fondatrice nonché presidente Emilia Lodigiani (mia mamma), durante
un soggiorno in Francia. Lì in terra d'Oltralpe la letteratura scandinava
e nordeuropea era già molto amata e letta e mia madre pensò che
era veramente un peccato che qui da noi, a parte i classici, pochi
autori del Nord Europa venivano tradotti. Perciò tutto nacque per
passione, anche se oggi, ovviamente, le cose sono decisamente cambiate.
Nel senso che si fa ancora tutto per passione ma con un'anima anche
commerciale, nel senso che quando ti ingrandisci non puoi più ignorare
certe cose, dimenticare che una casa editrice, anche piccola, è
pur sempre un'azienda. Iperborea è specializzata nella letteratura
svedese, finlandese, danese, norvegese, olandese, islandese più
qualche altro e sopravvive proprio in virtù di ciò. Abbiamo un nostro
pubblico di lettori affezionato: perché sanno che abbiamo una politica
editoriale molto rigorosa, pubblichiamo solo quello che ci piace
davvero.
2. Quali sono a tuo giudizio le maggiori differenze tra la situazione
culturale scandinava e del Nord Europa e quella italiana?
Direi che sono parecchie. Il numero di lettori per abitante in Italia
è nettamente inferiore rispetto a quello dei paesi in cui operiamo.
Inoltre nel Nord Europa ogni lettore legge in media un numero di
libri all'anno superiore rispetto a noi.
Un'altra cosa che mi ha molto colpito riguarda il fatto che gli
scrittori scandinavi e nordeuropei sono molto meno commerciali,
nel senso che scrivono per passione in primis, dopo arriva il guadagno.
A volte sembra quasi che dei soldi non gliene freghi nulla. Ad esempio
se si tratta di fare delle prefazioni ad un libro, accettano anche
di farlo gratis, purché siano convinti della cosa. Molti scrittori
sono rimasti fedeli ad Iperborea, nonostante le allettanti offerte
fatte da altri editori italiani. E questo la dice lunga. Un'altra
differenza è che moltissimi scrittori scandinavi vengono dalla campagna,
quindi la natura nella loro letteratura ha un'importanza maggiore
rispetto all'Italia: lì infatti il clima non lascia scampo. Tuttavia
devo dire che la letteratura nordeuropea è anche dotata di molto
humor, nonostante sia al contempo diciamo estremamente rigorosa:
non è perciò necessariamente pessimista, come la maggior parte della
gente tende a credere, e questo si riscontra poco invece nella nostra
letteratura moderna.
3. Quindi si può dire che raramente le loro storie nascono in contesti
di grandi città…
Sì, anche o forse per via del fatto che tolte Stoccolma, Amsterdam
e Copenaghen di grandi città nel Nord Europa non ve ne sono. Tornando
comunque alla domanda riguardo le differenze tra cultura nordeuropea
e italiana ho anche notato che c'è una maggiore attenzione e sostegno
verso le Biblioteche, e di conseguenza un amore maggiore rivolto
verso i libri.
4. Pubblicate anche libri di poesia?
Sì e no, no nel senso che non pubblichiamo libri di poesia nello
specifico, sì perché la differenza tra scrittore e poeta nel nordeuropea
non è così radicata: uno scrittore è nello stesso tempo poeta e
viceversa. Molti romanzieri da noi pubblicati hanno anche scritto
poesia, e a volte all'estero sono addirittura più famosi come poeti
che come narratori.
5. Quali sono le vostre iniziative future?
Nonostante 18 anni di attività, continuiamo ad avere lo stesso entusiasmo
e passione dell'inizio, forse di contro, non so se sia una cosa
negativa o no, ci manca ancora un'anima propriamente commerciale.
Sotto questo aspetto forse siamo ancora un po' carenti. Quindi dovremo
curare maggiormente questo aspetto. Di conseguenza vorremmo seguire
maggiormente le librerie che distribuiscono le nostre pubblicazioni,
cercare di proporre promozioni interessanti. Inoltre da giugno il
sito internet di Iperborea (www.iperborea.com) si rinnoverà totalmente
con una nuova veste grafica, e vorremmo che diventasse un sito non
solo informativo ma anche un luogo di scambio e incontro per i nostri
lettori.
6. Sei d'accordo con chi afferma che un'Unione Europea debba passare
in primis da un'unione culturale?
Un'unione culturale è importantissima, ma non deve necessariamente
passare solo attraverso i libri o la cultura delle "Muse". Ad esempio
la moneta unica la considero personalmente una importante "unione
culturale" così come l'abbattimento delle frontiere. Certo, da un
punto di vista culturale molte cose vanno migliorate: bisognerebbe
favorire maggiormente un interscambio fra i popoli, non solo attraverso
le arti, ma proprio attraverso le conoscenze reciproche e i contatti.
Ad esempio il programma Erasmus, che ritengo una cosa bellissima
oltre che importantissima, dovrebbe favorire sempre più un maggior
numero di studenti e non rivolgersi solo a chi ha la possibilità
di pagarsi un soggiorno di un anno fuori dal proprio paese. Di conseguenza
maggiori borse di studio, aiuti alle Università ecc…
7. Tornando in Italia e nello specifico a Milano, città dove ha
sede Edizioni Iperborea, pensi che si stia facendo abbastanza per
la cultura?
Assolutamente no, sono molto negativo, anche perché ho avuto la
possibilità di viaggiare e vedere città europee o anche italiane
(tipo Roma o in ambito europeo Berlino) dove c'è una maggiore attenzione
verso la cultura. Qui a Milano si dà troppa importanza a ricostruire
i marciapiedi, a rendere tutto patinato, sembra contare sempre più
l'apparenza invece che la sostanza, oppure i mezzi più che le idee.
Anche se, da un altro lato, vedo una rinascita culturale, soprattutto
tra i giovani. Milano è la città della moda, ma anche qui vedo poca
possibilità di emergere, di apportare qualcosa di nuovo, quando
invece ce ne sarebbe veramente bisogno. A Milano sembra che piova
sempre sul bagnato, i soldi arrivano dove ci sono già: ci si affida
più ai Nomi che alle idee.
8. Proprio in riferimento alla moda credi che Moda e Poesia possano
andare d'accordo?
Dipende. Proprio in riferimento alla domanda di prima, se intendiamo
una spinta che viene dal basso, e fatta innanzitutto per passione,
innovativa, allora sì. Moda e Poesia possono essere intese come
due forme d'arte, e non solo quest'ultima. Tuttavia, ripeto, deve
essere qualcosa di costruttivo, che non abbia solo un fine commerciale.
Come ti dicevo prima in questo gli scrittori nordeuropei hanno davvero
da insegnarci. Loro guardano poco ai soldi, anche se un guadagno
ci deve essere. Ma in primis la cosa importante è dare un senso
alle loro opere, essere costruttivi. Una filosofia che cerchiamo
sempre di conservare per Iperborea.
Intervista a cura di Giampaolo
Abbiezzi
|