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1. Intervistiamo Elena Colli e Tommaso Spila,
giovani artisti emergenti….come nasce la vostra passione per l'arte?
Elena "ho sempre amato l'arte e vedevo il mio futuro in questo mondo,
ero e sono appassionata di fotografia ed incontrando Tommaso, il
quale ha sempre avuto una passione per la pop art, abbiamo trovato
il giusto connubio." Tommaso: " Inizialmente mi occupavo a Roma
di litografia, stampa su pietra, serigrafia ecc… ma la mia passione
è stata sempre Andy Warhol. E' incredibile il processo dell'arte
legata alla fotografia: inizialmente c'erano i ritratti pittorici
che "fotografavano" la realtà, di seguito con la nascita della fotografia
l'arte si è dovuta reinventare, e sono nati molti movimenti quali
il cubismo e il surrealismo. Warhol è riuscito a mescolare questi
due aspetti, vale a dire arte e fotografia."
2. Come mai avete deciso di lasciare Roma?
Tommaso: "Eravamo un po' frustrati di stare e Roma e sentivamo che
quello che stavamo facendo non era quello che volevamo. Il nostro
incontro è stato un taglio netto con tutto, in un mese abbiamo affrontato
i nostri genitori, mi sono licenziato dalla tipografia e siamo partiti
per Milano un po' all'avventura, come dei veri artisti." Elena:
"Roma artisticamente è una città morta, non che Milano sia più stimolante,
ma a livello di arte contemporanea ci sono maggiori possibilità.
Roma è troppo seppellita dall'antico ed è completamente assorbita
dalla politica. Il titolo della nostra mostra è ska-ppiamo, che
è diventato un po' il nostro slogan. Si scappa da una condizione
per il raggiungimento di un sogno, siamo convinti che se una persona
vuole raggiungere una cosa, prima o poi la raggiunge".
3. Avete affrontato delle difficoltà all'inizio…
In questo anno e mezzo abbiamo avuto tante soddisfazioni e conosciuto
moltissime persone, ma abbiamo avuto e tuttora affrontiamo enormi
difficoltà. Soprattutto i primi mesi sono stati durissimi, abbiamo
cominciato come fotografi, e poi facendo dei piccoli test con i
modelli, facendo redazionali di moda per riviste giovanili e senza
retribuzione…Contemporaneamente abbiamo portato avanti il nostro
progetto artistico, una serie di autoritratti in stile pop-art,
fino a quando abbiamo incontrato la gallerista di DIECI.DUE! il
quale ci ha dato fiducia. Ci siamo così inseriti in questo ambiente
a piccoli passi.
4. A tal proposito come definireste la vostra arte?
Una pop art digitale dei nostri tempi, ci piacerebbe vedere cosa
avrebbe fatto Andy Warhol con le tecniche che si hanno oggi a disposizione.Ci
piace molto pensare a Warhol, ed al suo continuo sforzarsi di rompere
con la tradizione che dominava in quegli anni.
5. Quali sono i vostri progetti futuri?
Sono tanti, ma non così "alti". Potere avere una casa e una famiglia
nostra, visto che veniamo da due famiglie molto unite, siamo cresciuti
con dei vecchi valori, sappiamo cosa vogliamo. Avere una autonomia
finanziaria. Però siamo già soddisfatti di quello che facciamo.
Non dobbiamo timbrare il cartellino alla mattina, e questa è già
per noi una grande fortuna. I progetti artistici sono davvero tantissimi.
Il nostro sogno sarebbe quello di potere aprire in futuro un laboratorio
che dia spazio ai giovani artisti, ai piccoli registi, ai fotografi
e ai pittori che non hanno possibilità di esprimersi.
6. Cosa pensate della situazione culturale italiana?
Il nostro giudizio riguardo la situazione culturale italiana è assolutamente
negativo. In Italia non c'è apertura verso il nuovo, verso i giovani,
a meno che non sei di un determinato giro. All'estero vai avanti
solo se sei bravo, per meritocrazia, l'Italia è un paese provinciale.
Qui se non sei qualcuno, nessuno ti da credito, tutti quanti si
ricordano di te o di chi sei solo quando hai successo. Ci dovrebbe
davvero essere un cambio generazionale.
Giovedì
22 luglio presso il Justcavalli Cafè "SKA-PPIAMO"
dalle 19 alle 23.
Intervista a cura di Giampaolo
Abbiezzi
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