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Costituita nell'ottobre 1999 la casa editrice Edizioni Clandestine e è nata come punto di riferimento per gli autori che propongono una "narrativa pensante e ironica", che coniuga la qualità e la ricerca interiore con una visione della vita ironica e critica.

Intervistiamo Patrizia Fazzi, Direttrice nonché una dei fondatori della casa editrice.

1- Come nascono le Edizioni Clandestine?
Ufficialmente possiamo dire che nascono con l'apertura del sito, vale a dire il 18 ottobre 1999. Tuttavia avevamo in mente il progetto già da almeno due anni. Inizialmente eravamo preoccupati, per via del fatto che avremmo voluto in primis capire meglio il funzionamento dell'editoria, ma poi, come per tutte le cose, ci siamo fatti esperienza con il passare del tempo. Abbiamo scelto questo nome, tra l'altro ce lo chiedono un po' tutti come mai, un po' ironicamente: l'idea nacque durante un viaggio notturno in macchina a me, Andrea (Salieri, scrittore nonché Direttore Editoriale di Edizioni Clandestine ndr ) e ad un nostro amico che ora non lavora più con noi. Volevamo indicare con il nome Edizioni Clandestine un gruppo di giovani scrittori che entrano nel mondo delle librerie senza essere conosciuti. Inizialmente adottammo l'immagine di un gommone, il cui significato è ben evidente, poi decidemmo di tenere solo il nome Edizioni Clandestine. Molti ci domandano se siamo anarchici, tuttavia il nostro nome è legato all'impegno, alla voglia di creare e dire qualcosa attraverso la scrittura.

2- Organizzate delle iniziative legate all'editoria?
Organizziamo un concorso letterario denominato "Cuore di Tenebra", tra l'altro il titolo di uno dei miei romanzi preferiti. Il concorso è legato ai giovani scrittori e non ha un tema particolare. Saltuariamente organizziamo delle mostre ed ovviamente le presentazioni dei nuovi libri dei nostri autori.

3- Qual è la vostra opinione riguardo la situazione culturale della Toscana?
La Toscana a mio giudizio fa abbastanza per la cultura, anche se io parlo più per ciò che riguarda la mia provincia, in altre province della regione la situazione potrebbe essere diversa. Parlando quindi della provincia di Massa Carrara (dove ha sede la redazione delle Edizioni Clandestine ndr) devo dire che c'è attenzione verso la cultura in genere, anche se, purtroppo, i contributi sono ben pochi.

4- Pubblicate anche libri di poesia?
La nostra poesia è molto selezionata e di nicchia, ma qualcosa, anche se poco, viene pubblicato. Il problema da noi in Italia, soprattutto per ciò che riguarda la poesia, è che tutti scrivono e pochi leggono. Una persona prima di scrivere dovrebbe avere l'umiltà di leggere, cosa che accade da noi assai di rado. Tornando alla poesia edita da noi, nel nostro caso possiamo dire che si vende abbastanza on line.

5- Quindi a tal proposito voi credete che internet possa aiutare l'editoria…
…credo di sì, bisognerà però aspettare qualche anno prima di dare una risposta definitiva. Internet lo paragonerei alla televisione degli anni '50. E' un fenomeno positivo, anche se c'è il rischio che la gente tenda a vivere in modo sempre più solitario.

6- Quali sono i vostri progetti futuri?
Ce ne sono veramente tanti, e per fortuna vediamo che molte cose si stanno aprendo. In primis ci sarà una rielaborazione a livello editoriale, con una crescita che punterà più sulla qualità che sulla quantità. Perciò ci sarà un minor numero di libri pubblicati, infatti dai 34 libri editi negli anni scorsi siamo passati a 18. Abbiamo ora anche un nostro Ufficio Stampa, cosa che riteniamo fondamentale per farci conoscere. Il nostro obiettivo principale comunque è riuscire a crescere con i nostri autori.

7- Personalmente che genere di libri preferisci?
Amo tantissimo la letteratura per ragazzi e tutto ciò che è legato al sogno, alla fantasia, anche se poi paradossalmente tutte queste caratteristiche non si ritrovano nei nostri libri. Due libri inoltre che ritengo fondamentali sono "Memorie di una ragazza per bene" di Simone de Beauvoir e "Il muro" di Sartre. Oltre che il già citato "Cuore di tenebra" di Conrad.

8- Come vedi il futuro dell'editoria?
Sono ottimista, e soprattutto contenta che l'e-book non stia prendendo piede. Certo alcune cose stanno cambiando, ora si stampa quasi tutto in digitale, e l'odore della carta è diverso. Non mi preoccupano come già dicevo prima internet o le tecniche nuove, ciò che realmente mi fa paura è l'aumento di quella che io chiamo "ignoranza generalizzata". E, al contrario di quanto pensano in molti, ritengo che sia più importante aiutare gli adulti piuttosto che i ragazzi. Ti faccio un esempio: tempo fa aprimmo una sorta di libreria estiva a Massa: la stragrande maggioranza di coloro che venivano a leggere o comprare i nostri libri erano ragazzi fino ai tredici anni. Dopodiché sembrava scemare il numero di appassionati.
Bisogna che la gente capisca che la cultura è amore e divertimento

9- In ultimo una domanda che rivolgiamo spesso ai nostri amici. Vorrei sapere una tua opinione riguardante il binomio Moda e Poesia.
Qualsiasi forma di arte e creatività può essere abbinata. Bisogna però fare attenzione a non commercializzare troppo la cultura.

Intervista a cura di Giampaolo Abbiezzi