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ARTAN SHABANI
5 Giugno 2003 - ore 18 - Circolo della Stampa - Sala Lanfranchi - Corso Venezia 16 - MILANO

 

ARTAN SHABANI

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MOSTRA  DI  PITTURA  DI  ARTAN  SHABANI

Artan Shabani presenta la sua mostra di  quadri al Circolo della Stampa (sala Lanfranchi) il giorno 5 giugno, alle ore 18. Seguirà una vernice.
L’artista albanese è uno dei rappresentanti giovani e di grande successo degli ultimi anni della scuola d’arte vallonese.
Shabani nasce a Vlore nel 1969 da una famiglia albanese originaria di Skopiona Thesproti (Grecia), la sua formazione artistica avviene nell’elevato ambiente culturale albanese, legato alla scuola di San Pietroburgo e Mosca.
Dipinge dall’età di 11 anni, ma già a 5 dimostra di avere una propensione, non solo verso il disegno e il colore ma, anche,  nei riguardi della musica, e proprio in questo periodo inizia lo studio del violoncello che abbandonerà in seguito al fine di dedicarsi a tempo pieno alla pittura.
Alcune opere dell’artista presentano arpisti e violoncellisti in omaggio alla sua primitiva passione.

Va ricordato che Shabani ha frequentato la Scuola di Belle Arti di Vallona.
Nel 1991 si trasferisce in Italia, vivendo tra la Puglia, il Lago di Garda e Sanremo. Nel 1995 si stabilisce a Torino dove vive tuttora e lavora come pittore professionista. Collabora con alcune gallerie a Torino, Montecarlo, Nizza, Cannes, San Gimignano. Antibes.
I quadri di Shabani si trovano in numerose collezioni private in paesi come Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti, Canada, Giappone, Argentina. Questo artista di talento ha esposto in più di ottanta mostre tra personali e collettive in diversi paesi.
Sarà presente all’inaugurazione della mostra il Console Generale della Repubblica d’Albania a Milano prof. dott. Hasan Muçostepa.

E’ stato possibile organizzare questa mostra grazie al patrocinio dell’Associazione per il Premio Librex Montale.


Ecco che cosa ha detto il critico d’arte Chiara Codecà.

CHIARA CODECA'“L’opera di Artan Shabani è definita da pennellate corpose, da un ampio respiro che pur avendo origine nella pittura figurativa si afferma come un linguaggio espressivo difficilmente riducibile in semplici definizioni. Nella sua evidente tensione verso una pittura espressionista l’artista vive il colore come mezzo ottimale per ottenere una sensibilità forte, alta; Shabani ricerca la massima potenzialità espressiva dei colori (non a caso spesso primari) valorizzandone il timbro in una gestualità che non scade mai in un turbinare confuso, non perde mai quella coerenza che è una delle maggiori caratteristiche del pittore. In lui il tocco del pennello si fa ampio, la composizione rigorosa nonostante la ricchezza del suo linguaggio.

La capacità di gestire con sapienza la fisicità della materia non viene mai meno in Shabani che non a caso si esprime al suo meglio nelle grandi composizioni dove le tracce corpose del colore si riassumono in composizioni equilibrate ma di grande valenza visionaria.

Ampie, nervose campiture dai forti cromatismi di matrice fauve sono un segno distintivo nelle opere astratte come in quelle più figurative, in cui la materia non si scompone nell’astrattismo ma resta una manifestazione del reale; così gli uomini e i paesaggi di Shabani mantengono un’attenzione al dato emozionale mai erratico ma guidato con una sicurezza che li definisce anche nella loro esasperata energia. Le figure di violoncellisti che caratterizzano alcuni dei suoi dipinti sono altresì un vibrante riferimento alla passione giovanile per la musica che lo portò a suonare violoncello per anni prima di scegliere la pittura come forma espressiva.

Artan Shabani padroneggia sotto il gesto espressionista una capacità compositiva qualitativamente alta e ci guida verso la percezione di una realtà di cui lui dà la misura e la definizione”.