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MOSTRA DI PITTURA
DI ARTAN SHABANI
Artan
Shabani presenta la sua mostra di
quadri al Circolo della Stampa (sala Lanfranchi)
il giorno 5 giugno, alle ore 18. Seguirà una vernice.
L’artista albanese è uno dei rappresentanti
giovani e di grande successo degli ultimi
anni della scuola d’arte vallonese.
Shabani
nasce a Vlore nel 1969
da una famiglia albanese originaria di Skopiona
Thesproti (Grecia), la sua formazione artistica avviene
nell’elevato ambiente culturale albanese, legato alla scuola di
San Pietroburgo e Mosca.
Dipinge dall’età di 11 anni, ma
già a 5 dimostra di avere una propensione, non solo verso il disegno
e il colore ma, anche, nei
riguardi della musica, e proprio in questo periodo inizia lo studio
del violoncello che abbandonerà in seguito al fine di dedicarsi
a tempo pieno alla pittura.
Alcune opere dell’artista presentano
arpisti e violoncellisti in omaggio alla sua primitiva passione.
Va
ricordato che Shabani ha frequentato la Scuola di Belle Arti di Vallona.
Nel 1991 si trasferisce in Italia,
vivendo tra la Puglia, il Lago di Garda e Sanremo. Nel 1995 si stabilisce
a Torino dove vive tuttora e lavora come pittore professionista.
Collabora con alcune gallerie a Torino, Montecarlo, Nizza, Cannes,
San Gimignano. Antibes.
I quadri di Shabani
si trovano in numerose collezioni private in paesi come Italia,
Francia, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti, Canada, Giappone, Argentina.
Questo artista di talento ha esposto in più di
ottanta mostre tra personali e collettive in diversi paesi.
Sarà presente all’inaugurazione
della mostra il Console Generale della Repubblica d’Albania a Milano
prof. dott. Hasan Muçostepa.
E’
stato possibile organizzare questa mostra grazie al patrocinio dell’Associazione
per il Premio Librex Montale.
Ecco
che cosa ha detto il critico d’arte Chiara Codecà.
“L’opera
di Artan Shabani è definita da pennellate
corpose, da un ampio respiro che pur avendo origine nella pittura
figurativa si afferma come un linguaggio espressivo difficilmente
riducibile in semplici definizioni. Nella sua evidente tensione
verso una pittura espressionista l’artista vive il colore come mezzo ottimale per ottenere una sensibilità forte, alta; Shabani ricerca la massima potenzialità espressiva dei colori
(non a caso spesso primari) valorizzandone il timbro in una gestualità
che non scade mai in un turbinare confuso, non perde mai quella
coerenza che è una delle maggiori caratteristiche del pittore. In
lui il tocco del pennello si fa ampio, la composizione rigorosa
nonostante la ricchezza del suo linguaggio.
La
capacità di gestire con sapienza la fisicità della materia non viene
mai meno in Shabani che non a caso si
esprime al suo meglio nelle grandi composizioni dove le tracce corpose
del colore si riassumono in composizioni equilibrate ma di grande valenza visionaria.
Ampie,
nervose campiture dai forti cromatismi di matrice fauve
sono un segno distintivo nelle opere astratte come in quelle più
figurative, in cui la materia non si scompone nell’astrattismo ma
resta una manifestazione del reale; così gli uomini e i paesaggi
di Shabani mantengono un’attenzione al
dato emozionale mai erratico ma guidato con una sicurezza che li
definisce anche nella loro esasperata energia. Le figure di violoncellisti
che caratterizzano alcuni dei suoi dipinti
sono altresì un vibrante riferimento alla passione giovanile per
la musica che lo portò a suonare violoncello per anni prima di scegliere
la pittura come forma espressiva.
Artan
Shabani padroneggia sotto il gesto espressionista una capacità
compositiva qualitativamente alta e ci
guida verso la percezione di una realtà di cui lui dà la misura
e la definizione”.
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