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GRUPPO INTERCULTURALE SINAFRICA
Il Gruppo Sinafrica è nato nel febbraio del
1993 dall’incontro di giovani immigrati africani in Italia. Lo scopo
fissato è quello di diffondere e di promuovere la cultura negro-africana
attraverso il teatro, la musica, la danza. Nel corso di questi dieci
anni di lavoro il Sinafrica ha perfezionato il suo spettacolo con
il contributo dei vari componenti del gruppo ( provenienti dal Senegal,
Camerun, Nigeria, mali, Burkina Fasso, Costa D’Avorio e Benin).
Ogni anno il gruppo Sinafrica fa una settantina di interventi musicali
e didattici in tutta Italia e nelle reti televisive ( Rai, Mediaset,
La 7). Da circa quattro anni rappresentiamo l’Africa al Festival
Internazionale di Fivvizzano, che ci ha inseriti l’anno scorso nel
Music World 2002 di Rai 2. La strumentazione è internazionale (
JEMBE; SABAR; DUNG-DUNG; TABALA; BALAFON e MARACASS), così come
i costumi. Nel viaggio che facciamo fare allo spettatore lo ripiombiamo
in mezzo al villaggio africano dove insieme a noi compie la sua
iniziazione per potere ballare, cantare e giocare con noi imparando
così le nostre usanze, la nostra tradizione e la nostra sciabilità.
Il Sinafrica ha realizzato il suo primo CD nel 2000 ed è in lavorazione
il secondo.
Progetto Mama Africa Musica e solidarietà per
il Senegal
Il gruppo interculturale Sinafrica dopo dieci
anni dalla sua creazione (febbraio ’93), ha deciso di voltare pagina
per imboccare la strada più impegnativa che dovrebbe fare da “trait
d’union” tra l’Europa e l’Africa. Per nove anni abbiamo animato
feste, partecipato a varie iniziative dedicate all’Africa, parlato
con gli studenti italiani e portato in tutta Italia il messaggio
dell’Africa sofferente. Ed ora, con l’esperienza acquisita, intendiamo
legare i fatti alle parole, contando sulla sensibilità manifestataci
dalla gente. Siamo stati immigrati e non vogliamo che altri nostri
fratelli diventino a loro volta immigrati. Siamo andati via dall’Africa
lasciando le nostre mamme in lacrime, ed intendiamo asciugare queste
lacrime. Ce ne siamo andati facendo sperare le nostre famiglie,
e non vogliamo che queste speranza vengano deluse. Abbiamo lasciato
l’Africa nelle tenebre dell’ignoranza, dell’analfabetismo e della
disinformazione, e vorremmo che la nostra esperienza acquisita in
Italia, possa servire da luce per illuminare la strada dello sviluppo
e della democratizzazione del nostro continente. I tempi stringono
e non possiamo rimanere con le mani in mano. Se, nel mondo occidentale
si moltiplicano i movimenti antiglobalizzazione, tocca a noi giovani,
originari del Terzo Mondo, darci da fare per evitare che una cattiva
interpretazione dei nostri problemi diventi frutto di una strumentalizzazione
politica che non farà che scavare il fossato già esistente tra Nord
e Sud del mondo.
STRATEGIE DEL PROGETTO
In un primo momento, vogliamo incominciare
a manifestare le nostra presenza ogni volta che le popolazioni si
trovano confrontate a delle emergenze difficili da superare e vogliamo
fare in modo di poter agire prima dell’aggravarsi delle situazioni
critiche che conosciamo. Cominciamo quindi a costruire in tutti
i paesi africani, dove saremo chiamati ad intervenire, delle antenne
Sinafrica in contatto diretto con le popolazioni locali che sono
meglio in grado di gestire e di portare a buon fine il lavoro che
svolgiamo dall’Italia. Si tratta di recuperare delle risorse dall’Italia
che non servono e che in Africa sono di fondamentale utilità. Partiamo
da fatti concreti che si basano su un lavoro svolto nelle scuole
medie di Desio dove siamo riusciti a far nascere una solidarietà
continua tra studenti senegalesi ed italiani. Sulla base di ciò,
che per noi sembrava una semplice presentazione del sistema scolastico
africano, un gruppo di studenti ha voluto saperne di più e oggi
siamo arrivati ad instaurare un meccanismo di solidarietà tra studenti
italiani e senegalesi. Siamo convinti che anche i nostri fratelli
immigrati in Italia si sono aiutati e grazie al nostro piccolo contributo
potranno portare avanti i loro progetti anche al rientro in Africa.
Siamo convinti che l’Africa non può puntare tutto sull’immigrazione
ma può partire dai suoi immigrati per ripensare alla sua strategia
di sviluppo, se da oggi stesso noi immigrati prendiamo coscienza
di questo fatto. Partendo dal presupposto che la cultura è ciò che
rimane all’uomo quando gli viene negato tutto, la nostra azione
culturale si iscrive nel senso di portare l’immigrato a non dimenticare
mai da dove viene perché ciò può facilitare il suo inserimento nella
terra di accoglienza. Perché la musica come urlo di battaglia? Nel
corso dei nostri dieci anni di attività siamo arrivati per esperienza
a convincerci che, per quanto sia grave una situazione, finché non
si è toccati da vicino, non ci si sente di dovere manifestare spontaneamente
la propria solidarietà. Visto che siamo nel pieno della civiltà
del dare e del ricevere, di solito per captare l’attenzione bisogna
offrire uno spettacolo che sia d’interesse per il pubblico, per
potere trasmettere così dei messaggi culturali e sociali. L’Africa
costituisce un punto interrogativo per molti Italiani e tanti di
loro sono curiosi di saperne di più. Perché il Senegal come punto
di partenza? Il Sinafrica, il cui nome significa destino dell’Africa,
è un’associazione nata con il concorso ed il contributo di Africani
di diverse origini che hanno il desiderio di restituire all’Africa
la sua vitalità perduta. Il Senegal attraversa quest’anno il momento
più buio della sua storia. La siccità ha drammaticamente colpito
più di mezzo milione di famiglie provocando un’emergenza nazionale
a livelli mai conosciuti finora e “Last but not list”, l’unica nave
che collegava il nord e il sud del paese, all’inizio di settembre
è affondata portando con sé un migliaio di persone. Siamo stati
sollecitati così a portare avanti una serie di iniziative in grado
di portare un aiuto concreto dall’Italia, perché sappiamo che da
soli non ce la faremo mai.
GRUPPO INTERCULTURALE SINAFRICA
VIA LUNA, 10
26866 MARUDO (LO)
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